Avevo letto tempo fa
Achille piè veloce, libro che mi aveva colpito molto e sull’onda dell'entusiasmo ho deciso di
leggere altri libri targati Benni, che mi sono piaciuti meno, anche se lo stile
di questo scrittore è sempre inconfondibile, ironia sarcastica e graffiante,
buffi neologismi, personaggi molteplici e bizzarri, sfrenata fantasia.
La grammatica di Dio è una raccolta di 25 racconti brevi e
scorrevoli, di facile lettura, storie “di solitudine e allegria”, dietro il
sorriso ironico affiora una feroce malinconia e lo spettro terribile della
solitudine e del vuoto. La risata diventa amara e l’epilogo spesso si tinge di
nero.
Frate zitto è il racconto più intensamente poetico e
fornisce forse la chiave di lettura dell’intero libro, altri racconti sono più
scanzonati e divertenti, altri mi sono sembrati banali e a tratti noiosi.
“Infinito lo sciame degli dei, infinita la loro bellezza che
vola e morde”.
Margherita Dolcevita racconta la storia di una ragazzina sensibile e intelligente, dai
capelli ricci come fusilli e il cuore un po’ difettoso che vive con la sua
stramba famiglia in una casa di periferia immersa nella natura. Ma presto
l’armonia sarà minacciata dall’arrivo dei misteriosi vicini, che abitano in uno
strano cubo nero super tecnologico, respirano aria purificata, odiano la
polvere e ogni forma di diversità e oscurano le stelle con la loro mefitica
presenza.
Il libro è una critica impietosa ai mali che affliggono la
società contemporanea, dal consumismo, all’inquinamento, al traffico di armi, all’omologazione
dei cervelli.
Divertente e malinconico, si legge in poche ore e lascia con
il fiato sospeso fino all’imprevedibile finale.
Saltatempo grazie a un orobilogio dono di una strampalata
divinità, riesce a “saltare nel tempo”, prevedendo eventi futuri, dialogando
con la madre scomparsa e molto altro ancora. Il libro racconta la sua storia
dall’infanzia tra i boschi con il padre fino agli anni del liceo, i primi
amori, la lotta studentesca, sullo sfondo il 68 e i drammatici avvenimenti che
sconvolgono la tranquillità di un paese immerso nella natura.
Anche qui è evidente una critica profonda verso chi
distrugge per soldi e interesse gli equilibri della natura, portando corruzione
e morte, una forte accusa a un sistema
politico corrotto segnato da mal governo e ingiustizia. Seguiamo negli
anni le avventure del protagonista e dei suoi amici tra sorrisi e lacrime,
disillusione e amarezza.
Una scrittura piacevole, fantasiosa e arguta volta alla riflessione critica intelligente.
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