Tutto torna, Giulia Carcasi
mercoledì 27 luglio 2022
Tutto torna
lunedì 8 febbraio 2021
La straniera
La straniera, Claudia Durastanti
giovedì 19 novembre 2020
Quasi tutto velocissimo
Quasi tutto velocissimo, Christopher Kloeble
venerdì 9 ottobre 2020
Aspettando Bojangles
Aspettando Bojangles, Olivier Bourdeaut
mercoledì 23 settembre 2020
L'uomo che metteva in ordine il mondo
L'uomo che metteva in ordine il mondo, Fredrik Backman
"Basta un solo raggio di sole per scacciare le ombre."
Ove ha 59 anni, una passione smisurata per la Saab, occhi azzurri malinconici, un carattere impossibile.
Taciturno, burbero, scontroso, solitario, vagamente asociale, brontolone, "amaro come una medicina" a sentire i suoi vicini.
Ove crede nell'ordine, nelle regole, nella puntualità, ama i numeri e le cose pratiche, del resto un uomo si riconosce dalle cose che fa, non da quello che dice e al giorno d'oggi il mondo è pieno d'incapaci che non sanno fare nemmeno un caffè come si deve o montare pneumatici invernali. E poi quello che è giusto è giusto, punto.
Da qualche mese è rimasto vedovo e l'azienda ha deciso di mandarlo in pensione, così avrà del tempo tutto per sé, ma Ove non sa che farsene di quel tempo che scorre lento e inesorabile, della casa vuota troppo grande, stracolma di ricordi, si sente perso, smarrito, arrabbiato.
L'unico suo desiderio è raggiungere l'amata Sonja dalla risata spumeggiante come bollicine di champagne, lei era il colore in un mondo in bianco nero, era tutta la sua vita.
Il giorno e la notte, poesia e acciaio, ma si sa gli opposti si attraggono e si completano a vicenda.
Eppure nel quartiere di villette a schiera abitate da vicini rompiscatole e ficcanaso, la sua sembra un'impresa impossibile.
La nuova famiglia appena arrivata gli dà il tormento, lei grandi occhi scuri e molto incinta, lui uno spilungone imbranato con bambine vivaci al seguito.
Per non parlare di quel damerino e della sua oca ehm fidanzata con quel ridicolo cane, del vicino obeso, di quel teppistello brufoloso e del suo acerrimo nemico Rune, che ultimamente non se la passa troppo bene tanto da aver attirato l'attenzione degli uomini con la camicia bianca.
Chi sono le camicie bianche? Burocrati freddi e insensibili come robot, Ove ha lottato contro di loro per una vita intera e continuerà a far loro la guerra, se necessario.
Come se non bastassero i nuovi vicini rompiscatole a dargli il tormento è spuntato dal nulla anche un gatto spelacchiato, messo molto male, con un orecchio solo e un residuo di coda. Ove l'uomo più inflessibile del mondo, preciso, attento, meticoloso, tra un'ispezione rigorosa del quartiere e l'altra scoprirà (suo malgrado) che la vita non è poi così male.
Un romanzo ironico, brioso, tenero, che ti fa sorridere e commuovere, mi ha ricordato Piccoli suicidi tra amici di Paasilinna.
Una scrittura semplice, immediata che affronta con apparente leggerezza tematiche importanti, la solitudine che avvelena, la malattia, la disabilità, l'importanza dell'amicizia perché l'unione fa la forza e insieme nulla è impossibile.
E poi l'amore lungo una vita intera.
Mi sono piaciuti i capitoli nei quali si racconta del passato di Ove, la sua vita non facile, l'amore per quella ragazza dalle scarpe rosse e la risata cristallina, capitoli che gettano luce sul personaggio a volte in ombra.
Ove adorabilmente scontroso, un uomo buono dal cuore grande a cui tuo malgrado ti affezioni, un uomo come non ne fanno più, che combatte per quello in cui crede, preciso, affidabile, diretto, schietto, onesto, forte, coraggioso, buffo, a suo modo tenero, un uomo che non si dimentica.
Insomma Ove è Ove, se volete conoscerlo davvero leggetevi il libro, cazzarola!
***
"Ove ha cinquantanove anni. Guida una Saab. È il tipo d'uomo che indica le persone che non gli piacciono un po' come se fossero dei topi d'appartamento e il suo indice una torcia della polizia."
"Mancavano cinque minuti alle sei, la mattina in cui Ove e il gatto si sono incontrati per la prima volta. Il gatto ha pensato subito molto male di Ove. E la cosa è stata del tutto reciproca."
"Ove intuiva chiaramente che gli amici di sua moglie non si capacitavano del fatto che ogni mattina lei si svegliasse e decidesse volontariamente di trascorrere la giornata insieme a lui. Nemmeno lui se ne capacitava. Ove le aveva costruito una libreria, che lei aveva riempito di romanzi: pagine e pagine di emozioni. Ove s'intendeva di ciò che poteva vedere e toccare. Calcestruzzo e cemento. Vetro e acciaio. Attrezzi. Cose che si potevano calcolare. Capiva gli angoli retti e le istruzioni chiare, i modelli delle costruzioni e i progetti. Le cose che si potevano disegnare sulla carta. Era un uomo in bianco e nero.
E lei era il colore. Tutto il suo colore."
"Così, quando qualche sua amica le chiedeva perché lo amasse, lei rispondeva che la maggior parte degli uomini davanti a un incendio, fugge. Ove, invece, gli era corso incontro."
domenica 2 agosto 2020
Storia di Ásta
Storia di Ásta è uno di quei libri.
La vita, l'amore e la notte che avanza con le sue ombre facendosi strada con una lanterna.
Legami familiari complessi, viscerali, dolorosi, che lasciano cicatrici profonde perché l'amore sa essere paradiso e inferno, tormento ed estasi, crudele, egoista, felice e disperato, passione assoluta che può provocare ferite insanabili.
Questo romanzo è popolato da voci e storie che si intrecciano, si rincorrono avanti e indietro nel tempo.
Lo scrittore spesso si smarrisce, perde il filo, torna indietro, commette errori, sbaglia strada, "perché viviamo contemporaneamente in tutte le epoche" confessa candidamente al lettore.
Ecco il seminterrato a Reykjavík dove Helga e Sigvaldi giovani e innamorati fanno l'amore con impeto e passione.
Helga bellissima come Liz Taylor, elettrica, energia pura, inquieta, insoddisfatta della routine quotidiana, di un ruolo di moglie e madre che le sta stretto e giorno dopo giorno sembra soffocarla.
Sigvaldi modesto imbianchino, paziente e innamorato di questa donna così bella da mozzare il fiato, che inspiegabilmente ha scelto proprio lui.
E poi Asta come la sfortunata eroina del romanzo di Laxness "Gente indipendente", persa nella brughiera, Ast che senza la a finale significa Amore.
Amore passione ma anche solitudine, rabbia, incomprensione, infelicità.
Asta ribelle, indomita, ragazzina problematica, che sogna di volare via lontano, le braccia come ali, donna inquieta e appassionata che forse somiglia a sua madre, quella smania ribelle nel sangue, quell'impeto ardente.
E poi Jòsef un ragazzino che ha duemila anni "l'unico che non ha mai perso la poesia", il primo amore e l'ultimo.
Il silenzio e l'assenza sottile, lacerante che ferisce e annienta.
Parole d'inchiostro, lettere che provano a bucare il muro dell'assenza e a richiamare indietro chi è andato via e forse non può tornare.
Parole che distruggono e salvano, poesia come resistenza alle brutture del mondo, letteratura che può aiutarci a vivere o prepararci a morire.
Un linguaggio lirico ed evocativo dove si intrecciano e sovrappongono vari piani temporali.
Un libro che esige la piena attenzione del lettore.
Qui ho ritrovato le suggestive atmosfere tipiche di questo scrittore islandese, malinconia tanta malinconia, siamo strumenti a sei corde e una di queste si chiama malinconia, il tempo che passa in un soffio, l'amore complicato, doloroso e bellissimo, la vita che sembra sconfinata ma è solo un battito di ciglia e poi il buio che incombe.
Un romanzo intenso, struggente, lirico, profondo, evocativo, che illumina le nostre zone buie, pone interrogativi, fa riflettere, una scrittura limpida come quel cielo d'estate che d'improvviso si riempie di nuvole nere minacciose.
Perdersi tra fiordi grigi e gelidi, cieli stellati, mare rabbioso e urlante, perdersi tra tante storie che si intrecciano mentre la vita accade. Semplicemente.
Amo i libri così. Ma così come? Indifferibili. Come questo.
Ti trasportano altrove, completamente.
Respiro immenso, boccata di aria pura.
Immergersi nella notte rischiarata dalla luna, nella luce che soltanto il buio fa risplendere.
Un romanzo che è un respiro, un tremulo battito di ciglia, una vita, tante vite, e il vento impetuoso dell'amore che scuote e sconvolge.
Una bambina, una donna matura, una famiglia complicata, errori, paure, desideri, sogni infranti, amore sempre anche se ferisce e fa male, poesia, bellezza, paesaggi mozzafiato, qualche rimpianto, godersi il viaggio, non rimandare a domani, potrebbe essere tardi, siamo qui e ora e intanto la vita accade, semplicemente.
Fatevi un regalo, leggete Jón Kalman Stefánsson e godetevi quell'atmosfera sospesa, rarefatta, evocativa che soltanto lui riesce a creare.
Questo è uno di quei libri che possono salvarci trasportandoci altrove. Uno di quei libri indifferibili, che ci riguardano davvero.
Ma a volte, in certi giorni, in certe sere, in certe notti, questo posto è così bello che sembra proprio che Dio stia scendendo sulla terra per stringere un patto con gli uomini e gli animali. Altre volte non offre abbastanza per una vita intera.
A volte ti posso baciare, a volte posso tenerti stretta, a volte posso addormentarmi al tuo respiro, a volte posso svegliarmi mentre sussurri il mio nome. A volte è come dire raramente.
A volte non vuol dire spesso, ma solo di tanto in tanto.
A volte significa che passerà molto tempo fino alla prossima volta, e per questo sei condannato all'infelicità.
Poi gli edifici crollano sulla tua vita.
Allora il cielo imbrunisce,
e pensano sia la morte."
come fuggire
se non c'è modo di uscire dal mondo?"
Solo uno che sapeva trasformare i sassi in imprecazioni.
Era focoso mentre la penetrava, ma anche straordinariamente sensibile. E nel momento dell'orgasmo piangeva sempre un poco.
Ce n'era uno solo.
Poi è scomparso nel silenzio.
sabato 4 luglio 2020
Lolly Willowes o l'amoroso cacciatore
Ma qualcosa sembra soffocarla, una strana inquietudine si impossessa di lei al sorgere dell'autunno, quando le foglie degli alberi iniziano a cadere e la malinconia avvolge la città come un mantello.
Strani sogni, inquietudini e oscuri desideri sembrano possederla, Laura vaga nel buio incerta, finché un giorno in un negozio tra fiori spumeggianti e frutta dolce la nebbia si dirada. Acquista una cartina e inizia a studiarla e di lì a poco decide di abbandonare il fratello e i suoi cari per trasferirsi a Great Mop, un piccolo paesino sulle Chiltern Hills immerso nella natura, una zona boschiva e piovosa, tra colline e boschi rigogliosi.
È irremovibile, decisa come non mai, non tornerà indietro, nessuno riuscirà a farle cambiare idea.
Arriva in una fredda giornata di pioggia, ma il cielo si rischiara subito, svelando le stelle.
Laura sceglie di vivere a contatto con la natura, cullata dal vento che sussurra tra le fronde degli alberi, foglie e radure erbose come giaciglio, fiori profumati ed erbe selvatiche, i suoi amici. Ama la quiete dei boschi e la sua solitudine.
Un dialogo intimo con questa natura sconosciuta e selvaggia, persa tra sentieri poco battuti e nuvole rapide che svelano luna e stelle.
E poi una voce che è come un richiamo che risuona tra gli alberi.
Nella piccola cittadina di Great Mop tutto è molto diverso dalla caotica Londra, gli abitanti sono taciturni e solitari, immersi nei proprio pensieri, svegli nella notte insonne abitata da voci, danze e musica.
In questa cornice naturale fiabesca e onirica Laura incontrerà il principe delle tenebre, Satana in persona, che assume le rassicuranti sembianze di un dispettoso gattino, ma è anche l'amoroso cacciatore di anime, il giardiniere scaltro e beffardo dallo sguardo "che non desidera e non giudica", un padrone affabile e astuto.
Un romanzo che descrive meravigliosamente la natura, lirico e intimista che racconta il percorso di una donna che vuole vivere liberamente, affrancandosi dalle catene familiari e da un ruolo che le sta stretto.
Una donna coraggiosa che non ha paura della notte buia e del vento che soffia impetuoso, di quel sottile terrore che invade l'aria, innamorata della sua solitudine da preservare a ogni costo e di quel paesaggio naturale che le appartiene e custodisce gelosamente.
Una donna che sfida il principe delle tenebre, che da quieta e anonima zia si trasforma in esplosione dirompente, una donna che ha scelto la sua strada e vuole percorrerla fino in fondo, tra spine e rovi, strani incantesimi e notti buie, alla ricerca della propria libertà e indipendenza.
Anche se gli altri continuano a considerarle quelle di sempre e vanno avanti a usarle per attizzare il fuoco, le donne sanno in cuor loro quanto sono pericolose, inestimabili, straordinarie.
(...) Ecco perché diventiamo streghe: per mostrare il nostro disprezzo per chi finge che la vita sia un luogo sicuro, per soddisfare la nostra passione per l'avventura."








